di Riccardo Cannavale
E’ stato tra i fondatori del primo club irpino di Forza
Italia, a Mercogliano, nel 1993 e, dal 1995 è consigliere regionale
azzurro, rieletto per due volte consecutive. Cosimo Sibilia è uno degli
elementi di punta della compagine politica che fa capo a Silvio Berlusconi
e da alcuni anni sta portando avanti una personale battaglia in Irpinia
per un rinnovo concreto della proposta politica del centrodestra.
Onorevole Sibilia, lei è discendente di una delle famiglie di imprenditori
più attive della provincia di Avellino. Come nasce la decisione di fare
politica a tempo pieno?
E’ vero che la mia è una famiglia di imprenditori, ma è anche vero che
sia mio padre che i miei fratelli hanno sempre partecipato alla vita
pubblica avellinese. Mio padre, Antonio Sibilia, è stato più volte consigliere
comunale ad Avellino. Siamo una famiglia di moderati, così non è stato
difficile per me scegliere da che parte stare.
Per lei quella attuale è la terza legislatura nel consiglio regionale
della Campania. Può ormai definirsi un politico navigato: perché secondo
lei il centrodestra in Irpinia non decolla?
La questione va letta analizzando diversi aspetti. Innanzitutto l’attuale
opposizione non riesce a diventare maggioranza perché in Campania, ed
in Irpinia in particolare, negli anni c’è stata una sistematica occupazione
del potere da parte dei partiti del centrosinistra. Una sorta di do
ut des della Democrazia Cristiana prima e della Margherita poi che è
difficile da scardinare, specie se si prova ad usare le loro stesse
armi.
Eppure, alle elezioni regionali del 2005 lei ha ottenuto un dato
personale eccellente, con quasi 9000 voti di preferenza. Come mai, poi,
a livello di partito e di coalizione si registra una sconfitta dai margini
così ampi?
Io credo di essere stato premiato dagli elettori per il mio impegno
quotidiano e per un modo di fare politica diverso da quello che
propongono coloro che stanno dall’altra parte. Ecco: è la vera
alternativa la chiave per i successi. Questo lo dovrebbero capire
anche coloro che appartengono al mio partito: perché un elettore
dovrebbe votare da questa parte chi tenta di adottare strumenti
simili a quelli che stanno di là? E’ normale, poi, che continuino a
votare per gli “originali” e non per le “fotocopie” che hanno
cambiato solo lo schieramento
Capitolo sviluppo: l’Irpinia appare ancora come una provincia arretrata
ed intanto i giovani vanno via. Perché secondo lei?
La situazione attuale è il risultato di una politica che ha operato
solo a vantaggio di chi era omologato al potere, senza tenere conto
delle reali problematiche della nostra terra. Ormai assistiamo ad una
desertificazione del territorio, con buona parte dei giovani cervelli
che non hanno altra alternativa che abbandonare questa provincia. Io
mi chiedo: ma questi signori si rendono conto di ciò che hanno prodotto?
Attualmente, però, al governo centrale del Paese c’è una coalizione
di centrodestra. In termini di opportunità ed occupazione per il sud
che cosa è stato fatto?
In questi anni, a livello nazionale, c’è stata una proposta alternativa.
Il Governo Berlusconi ha fatto tanto per migliorare la qualità della
vita, specie nelle regioni meridionali. Il paradosso, secondo me, è
che proprio colui che viene indicato come il re della comunicazione
ha… comunicato male ciò che è stato realizzato.
In Irpinia, secondo lei, l’informazione garantisce pari opportunità
ai due schieramenti politici?
C’è sicuramente uno squilibrio, anche in provincia di Avellino. Fatta
qualche eccezione, mi sembra di poter dire tranquillamente che gli organi
di informazione siano più vicini al centrosinistra che al centrodestra.
Tra le opportunità di sviluppo della provincia di Avellino, quelle
che offre il settore turismo sembrano essere poco sfruttate. Perché
Perché non c’è mai stata una politica seria del turismo. Eppure abbiamo
località che potrebbero fare invidia a tante altre che vanno per la
maggiore. Un esempio? Rocca San Felice, è un paese che se stesse in
Umbria attirerebbe turisti ogni giorno. Invece, capita che ci devi finire
per caso per scoprire quanto è bello. E così ne potrei fare tanti altri
di esempi.
Lo sport avellinese vive un periodo di crisi. Sia la squadra di calcio
dell’Avellino che quella di basket dell’Air Scandone stentano. Da ex
dirigente sportivo qual è il suo giudizio?
E’ tutto il sistema sportivo che è in crisi. Quando arrivano al fallimento
società come il Napoli, che ha 80.000 tifosi ogni settimana allo stadio
e 5 milioni di simpatizzanti nel mondo, occorre fermarsi. Bisognerebbe
avere il coraggio di riflettere perché è evidente che questi sono i
risultati di una cattiva gestione da parte dei dirigenti federali.
Cosimo Sibilia è nato ad Avellino il 1 febbraio 1959. Laureato in Scienze Politiche, è sposato con la dottoressa Stefania Mottola ed ha due figli, Antonio di 9 anni e Caterina di 7. E’ stato presidente dell’Us Avellino e dirigente del Coni. Dal 1993 ha cominciato a fare politica. Ex coordinatore provinciale di Forza Italia, nel 1995 è stato eletto per la prima volta al Consiglio Regionale della Campania ricoprendo il ruolo, sotto la Giunta Rastrelli, di presidente della Commissione cultura. E’ stato rieletto, sempre tra gli azzurri, nel 2000 (è stato revisore dei conti alla Regione) e nel 2005. Attualmente è capogruppo di Forza Italica al Consiglio Regionale della Campania. Dal 1998 è membro del Congresso nazionale del suo partito.