20 maggio 2012

Don Vitaliano Della Sala

Intervista al prete “ribelle”

di Riccardo Cannavale

Don Vitaliano, qual è, a suo parere, la situazione del pianeta giovani in Irpinia?

Don Vitaliano Della Sala: Nei ragazzi, in Irpinia come nel resto del Paese, c’è un’enorme carica di disperazione, se analizziamo questo termine nella sua etimologia. Intendo dire che manca una speranza per il futuro, per il lavoro, mancano gli ideali. In questo c’è una responsabilità politica ma anche la fede credo non risponda più alle speranze dei giovani.

Eppure, proprio i giovani hanno rivolto recentemente le più grandi manifestazioni d’affetto a Giovanni Paolo II che a loro ha rivolto il suo ultimo pensiero.

Don Vitaliano: E’ vero, si è notato, specie negli ultimi anni, un coinvolgimento massiccio in occasione delle giornate mondiali della gioventù, salvo poi ritrovarsi le chiese con un vuoto nella fascia d’età che va dai 13 ai 30 anni.

Perché secondo lei, è accaduto ciò?

Don Vitaliano: Ci vorrebbe un sociologo per una risposta articolata. Io credo che, come Chiesa, non abbiamo saputo adattarci al nuovo che avanza in maniera sempre più rapida, che non abbiamo saputo creare spazi per una riflessione sulle novità che la vita di tutti i giorni ci propone.

Come si potrebbe ovviare a questo vuoto?

Don Vitaliano Della Sala: Bisognerebbe educare i giovani alla riflessione, a sapersi fermare per pensare. In questo la famiglia, la scuola ed anche la Chiesa dovrebbero avere un ruolo fondamentale. In tal senso un insegnamento importante l’ho ricevuto quando, qualche anno fa, mi sono recato in Chapas. Lì ho imparato che non è il tempo padrone della nostra vita, ma esattamente il contrario, siamo noi padroni del tempo. In quelle zone gruppi di persone si sono ritirati nella selva per riscoprire il proprio ritmo biologico.

Qui da noi, però, la situazione è leggermente diversa…

Don Vitaliano: E’ vero, ma quell’esperienza da noi potrebbe tradursi nel saper recuperare momenti da dedicare allo spirito. In fondo esistono delle avanguardie, sia in campo politico che religioso, per pensare in modo diverso il futuro. Dal mio punto di vista, quello religioso, ci sarebbe anche il vantaggio di conoscere già l’importanza, ad esempio, dei ritiri spirituali. Si tratterebbe di recuperarli ed aggiornarli, liberarli dai vecchi schemi. Insomma, creare momenti di incontro che non siano solo litanie ma anche riflessioni sulla vita che cambia.

Ci vorrebbero, però, buoni educatori altrimenti si corre il rischio di fare un danno maggiore.

Don Vitaliano: Verissimo. Purtroppo spesso gli educatori sono legati ancora a vecchi schemi di giudizio sui giovani. Anche la Chiesa dovrebbe spogliarsi di questi pregiudizi e cominciare a comprendere i giovani partendo da loro, dal loro modo di esprimersi, da quello che dicono, da come lo dicono. In fondo anche il disimpegno dei giovani è un modo per dire qualcosa.

Parlare di novità significa anche affrontare il tema dei cosiddetti new-media.

Don Vitaliano: Internet è lo strumento di comunicazione più rivoluzionario dopo la televisione ma rispetto ad essa ha un grande vantaggio: prevede che tu ti segga davanti ad un computer ed effettui una scelta. Un’educazione all’uso di Internet sarebbe auspicabile perché è uno strumento che prevede la riflessione ed anche la riscoperta della comunicazione con l’altro, attraverso una chat line, l’e-mail. Ecco, spedire una e-mail, ad esempio, presuppone che ci sia una persona che scrive ed un’altra che legge quindi due persone che riflettono. Questo per dire che lo strumento ha un’indubbia importanza, si tratta solo di governarlo meglio per evitare delle devianze deleterie.

Ed il suo rapporto personale con Internet com’è?

Don Vitaliano: Premetto che sono un autodidatta. Tutto quello che so fare con il computer l’ho imparato con la pratica. Ma è un rapporto assolutamente positivo. Riesco a curare un sito, www.donvitaliano.it  , che è diventata la mia parrocchia virtuale e con il quale mantengo relazioni con tutto il mondo. Per me è anche un modo per avere il polso della situazione: attraverso il sito lancio spesso delle provocazioni e dal tono delle risposte che mi arrivano via e-mail mi accorgo, ad esempio, che anche negli ambienti cattolici ci sono persone aperte alla discussione e non solo bacchettoni.

Il personaggio

Don Vitaliano Della Sala è un giovane ed ai giovani è particolarmente legato. Ex parroco di Sant’Angelo a Scala in provincia di Avellino, proprio per alcune frequentazioni ritenute scomode dai vertici ecclesiastici ha recentemente subito una sospensione a divinis a tempo determinato.