di Boris Ambrosone
Sfiduciato
per quanto si vede, ma per niente arrendevole. Enrico Ferrara,
segretario provinciale della CISL di Avellino, traccia un quadro a
tinte fosche per il futuro dell’Irpinia ed esorta la classe politica
a fare di più per lo sviluppo della provincia di Avellino.
Segretario Ferrara, qual è secondo lei, l’emergenza di più
stretta attualità per la provincia di Avellino?
Senza dubbio il lavoro che manca e con esso una serie di aspetti non
secondari. Il grande numero di disoccupati secolarizzati, di giovani
che vanno via, insieme alla speranza?
Non c’è prospettiva per farli rimanere in Irpinia, per puntare
sui giovani della provincia di Avellino per il rilancio?
Purtroppo le industrie, la ricerca, l’innovazione abitano altrove ed
è altrove che i giovani cercano le prospettive migliori di vita
Di chi sono le responsabilità per la situazione che vive
l’Irpinia?
E’ divisa tra più soggetti. Gli imprenditori che ci sono oggi in
provincia di Avellino hanno prodotto negli anni scorsi. L’industria
è andata avanti tra luci ed ombre. La politica di ieri e di oggi non
ha aiutato. I partiti sono presi dall’acquisizione del consenso che
tra l’altro non riescono a trovare e sembra si interessino solo a
questo. Non c’è strategia politica per risolvere i problemi ma solo
per mettere le proprie persone ai posti di responsabilità.
Questo la scandalizza?
Niente affatto, ma mi sembra che negli ultimi tempi le scelte siano
dettate solo dalla appartenenza politica e non dalla qualità.
Dove non c’è qualità nei posti di gestione in Irpinia?
Guardiamo come sono gestiti gli enti, per esempio. Perché la
politica non fa uno scatto d’orgoglio?
Ed il
sindacato irpino cosa fa?
Il sindacato è portavoce di esigenze e bisogni. La proposta deve
essere politica, non dei sindacati, sebbene per molto tempo questi
abbiano supplito alle mancanze della politica.
Anche gli imprenditori irpini alzano la voce contro la politica
adesso perché
E’ aspetto che mi preoccupa. La denuncia degli imprenditori è il
sintomo che si è rotto un connubio tra classe imprenditoriale e
politica irpina che durava da tempo. Questo non significa che hanno
ragione gli imprenditori che hanno beneficiato per troppo tempo di
investimenti a pioggia.
Agli imprenditori che operano in provincia di Avellino cosa
consiglia?
Spero che abbiano imparato a fare gli imprenditori in tutti questi
anni di assistenza oppure sono destinati ad uscire dal mercato.
L’industria assistita doveva servire come apprendistato, come scuola
per imparare a fare impresa. Poi abbiamo il problema degli
imprenditori che non riescono a mettersi insieme e che finiscono per
fare arretrare l’intero apparato produttivo.
Ritiene che il turismo possa essere una risorsa per l’Irpinia?
Quale turismo c’è in Irpinia? Abbiamo speso soldi e non abbiamo
avuto alcun risultato. Mi piacerebbe conoscere quale sia stata la
ricaduta di tutti i contributi elargiti dalla Provincia per le
aziende turistiche.
Che giudizio ha dell’amministrazione comunale di Avellino?
Caratterizzata da scarso confronto democratico. Sempre pronti ad
ascoltare tutti ma le decisioni sono sempre quelle che hanno già
pensato. Prendiamo ad esempio il nuovo piano regolatore generale di
Avellino. Mortifica le periferie, rappresenta uno scippo alla
proprietà privata e favorisce la speculazione sulle colline. Altro
che piano regolatore di sinistra, è un Prg sovietico. Altri esempi?
Il piano traffico fermo al palo. Si naviga a vista al Comune di
Avellino senza tenere conto degli interessi dei cittadini.
E cosa pensa dell’amministrazione provinciale di Avellino?
Non ho condiviso l’ennesimo cambio di rotta. Ormai il presidente non
dura più di 5 anni. C’è la volontà di recuperare il tempo perso nei
primi mesi di legislatura ma mi sembra che la squadra di Governo non
sempre sia all’altezza della situazione. La necessità di attrezzarsi
per reggere il ruolo che l’amministrazione provinciale ha, naufraga
nel mare delle logiche di appartenenza e degli incarichi
clientelari. Quando parlo di queste cose con la presidente,
Alberta De Simone lei ha
evidenti difficoltà.
Enrico Ferrara è nato nel 1950. Insegnante, sposato con due figli, da 20 anni è impiegato a tempo pieno nel sindacato e da 10 ricopre la carica di segretario provinciale della Cisl. La sua carriera sindacale è iniziata nella Cisl Scuola.