di Riccardo Cannavale
Trentacinque serate in cartellone,
oltre mille abbonati, nove sponsor: sono i numeri del teatro
comunale “Carlo Gesualdo” la cui attività per la stagione
2005-2006 è ormai entrata nel vivo. Non sono mancate le difficoltà,
soprattutto di carattere economico che, a un certo punto, hanno
anche rischiato di compromettere l’avvio della stagione.
Avvio della stagione che è partito con il "Giallo" Alessandra
Ferri. La celebre ballerina, infatti, era stata annunciata in un
primo tempo come la protagonista della prima del teatro avellinese.
Nel bel mezzo dell'estate il dietrofront: un infortunio avrebbe
impedito alla star di ballare sul palcoscenico del Gesualdo ma
evidentemente non ...di esibirsi alla Scala di Milano dal 10 al 18 ottobre con L'histoire de Manon.
Una gestione oculata da parte del consiglio di amministrazione dell’Istituzione presieduto da Gennaro Iannarone ha consentito, però, di allestire un cartellone all’altezza delle precedenti annate, facendo fronte ai problemi di budget con tagli alle spese superflue e con l’ingresso di contante fresco assicurato dai nuovi investitori privati.
Ma la vera novità per la stagione in corso è rappresentata
dall’esordio di spettacoli autoprodotti, una novità assoluta per la
città di Avellino.
Presidente Iannarone, il teatro “Gesualdo” è pronto a lanciare
una nuova sfida. Quali sono i suoi auspici per l’attuale stagione?
La priorità, in questo momento, è il cambiamento della figura giuridica dell’Istituzione teatro “Carlo Gesualdo”. Il comune di Avellino, da solo, non può continuare a far vivere una struttura come questa che appare sovradimensionata rispetto alle esigenze della piazza. E’ necessario l’apporto di altri soggetti, della Provincia in primis, e poi di altri enti privati come le banche, ad esempio, affinché si possa far fronte adeguatamente ai costi di gestione. La strada dell’Ente o della Fondazione sono quelle che, al momento, sembrano maggiormente percorribili.
Ci sono già stati, in tal senso, contatti con l’ente di Palazzo
Caracciolo?
Proprio in queste ore sono pervenute al Cda alcune proposte di
collaborazione da parte della Provincia ma ribadisco che non basta
stanziare dei fondi in cambio di serate: è necessario che l’ente
Provincia entri a far parte della gestione del teatro.
L’apertura ai privati potrebbe rappresentare un’altra fonte di
entrata per il teatro. Concedere il foyer per eventi o, perché no,
per cerimonie, sulla falsariga di quanto avviene a Napoli con il San
Carlo, potrebbe essere una strada da seguire in futuro?
La nostra intenzione è quella di aprire il teatro a convegni e
incontri pubblici, come già fatto qualche volta in passato. Per
quanto riguarda eventuali cerimonie credo sia una strada più
difficile da percorrere. C’è però una novità che inaugureremo da
quest’anno.
Di cosa si tratta?
Per la prima volta il “Gesualdo” presenterà al pubblico delle produzioni proprie. Abbiamo già chiesto un contributo alla Regione Campania per quattro opere che saranno portate in scena tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2006.
Si tratta della “Maria D’Avalos”, della favola di Esopo “A lupo, a lupo” che andrà in scena nel periodo natalizio insieme ad una sacra rappresentazione della tradizione sorrentina e di due opere che saranno presentate in occasione dell’anniversario della morte di Pergolesi e della nascita di Mozart. Inoltre, sempre nell’ambito di un progetto che riguarda la produzione artistica locale, il Cda sta studiando la possibilità di presentare un progetto lirico autoprodotto.
Il cartellone dell’attuale stagione, però, non ha riscosso grandi
consensi di critica. Secondo gli esperti il livello qualitativo
rispetto al passato si è abbassato
Non sono d’accordo con chi sostiene ciò e d’altronde il numero degli
abbonati conferma che le nostre scelte si sono rivelate giuste.
Inoltre, bisogna tener presente che un cartellone nasce dall’insieme
di varie esigenze, sia quelle del teatro che quelle delle compagnie.
Ritengo che anche quest’anno l’offerta del “Gesualdo” proponga un
mix di generi che dà la possibilità allo spettatore di scegliere.
Gennaro Iannarone