Gianni Nazzaro

Intervista al titolare del Centro Commerciale Mercogliano Avellino

di Riccardo Cannavale

Da commerciante tradizionale ad amministratore del primo grande centro commerciale nato in provincia di Avellino. Una scommessa o un’intuizione la sua?

Personalmente è stata una scommessa vinta, che affonda le radici proprio nei giorni del terremoto del 1980. Fu proprio il giorno dopo il sisma, infatti, che aprì i battenti il GS e dalla primavera del 1981 con l’apertura dell’Oviesse cominciò a venir su quello che, poi, nel 1988 sarebbe diventato il Centro Commerciale Mercogliano.

Quando è sorto, il centro commerciale si trovava in una zona periferica della città, ci sono state difficoltà nell’affermare un nuovo modo di fare compere?

Premetto che non è stato affatto facile. Nei primi anni ’80 non esisteva la cultura del centro commerciale o del franchising così come mancava del tutto l’idea di poter effettuare acquisti lontano dal centro città. Abituare i clienti a recarsi in un centro dove potevano trovare di tutto ha richiesto tempo e investimenti ed il turn over di marchi che, negli anni, si è registrato, è la più evidente conferma di quanto dico. La vera svolta c’è stata con l’arrivo del marchio Coin che, ormai da diciotto anni, è diventato un punto di riferimento.

In che modo il Centro Commerciale Mercogliano ha cambiato le abitudini dei consumatori?

Posso dire che le ha profondamente modificate. Prima, ad esempio, c’era l’abitudine di mercanteggiare, di trattare i prezzi con il commerciante. Oggi, questo non accade più. Chi si rivolge ad un centro commerciale sa che trova della merce a prezzo fisso e tutta una serie di servizi che derivano da un forte know-how degli operatori.

Da dove arriva la clientela che frequenta il Centro Commerciale?

Negli anni è emerso che solo il 30-40% delle persone che frequentano la nostra struttura proviene dalla città di Avellino. Il resto arriva dall’hinterland, dalla provincia. Nel fine settimana, poi, c’è un grosso afflusso di clienti che arriva dalla provincia di Napoli. Avere a pochi passi il casello autostradale è, per noi, un indubbio vantaggio.

Sulla scia di quanto realizzato a Torrette di Mercogliano, soprattutto negli ultimi anni, si è assistititi ad un proliferare, in tutta la provincia di Avellino, di centri commerciali. Per voi si è registrato un calo di presenze e vendite?

Gli ultimi insediamenti commerciali non hanno frenato il buon esito della nostra struttura. Diciamo che la crescita si è forse un po’ appiattita, è diventata più tranquilla rispetto al boom degli anni precedenti. Ma sono convinto che questo è dovuto anche alla crisi che attanaglia il comparto tessile, che poi è quello maggiormente rappresentato nel nostro centro commerciale.

Ovviamente avrete risentito anche della crisi economica generale che riguarda le famiglie.

Naturalmente. I consumi negli ultimi anni si sono drasticamente ridotti. E poi c’è da fare i conti con una concorrenza diversa, che è quella dei negozi del centro città. Negli ultimi anni si è registrato un fenomeno nuovo, con il proliferare di esercizi commerciali sorti in misura esagerata, molti dei quali legati a filo doppio ad ambienti poco limpidi.

I piccoli commercianti si sentono soffocati dalla presenza di tanti grossi centri della grande distribuzione. Quale consiglio dà loro per continuare a rimanere sul mercato?

Quello di specializzarsi in comparti di nicchia. Qualcuno ha già convertito la sua attività sposando il franchising, altri sono rimasti legati alla forma tradizionale del commercio, molti sono rimasti al palo. Invece di continuare ad occuparsi di tutto un po’ sarebbe opportuno individuare delle nicchie di mercato e specializzarsi in tali settori. Anche noi del centro commerciale di Mercogliano ci stiamo orientando in questa direzione e presto presenteremo una novità.

Ci può anticipare qualcosa?

Proveremo a mettere a disposizione la nostra esperienza nel cuore di Avellino. In primavera, in via Cannaviello, nascerà una sorta di galleria di quartiere, un’area espositiva di circa mille metri quadrati in cui presenteremo una serie di negozi di nicchia. Riuscire a fare una cosa del genere nel centro della città non è facile, ma proveremo a vincere anche quest’altra scommessa.

Rapporto tra commercio e associazioni di categoria: qual è la sua idea in proposito?

Alle associazioni che rappresentano i commercianti dico che dovrebbero fare meno politica ed occuparsi maggiormente degli incentivi che possono far crescere il settore. Dovrebbero cominciare ad individuare e percorrere nuove strade per far arrivare più risorse al comparto. Faccio una valutazione: se il terziario rappresenta la valvola per non far scendere il livello occupazionale e gli incentivi arrivano solo all’industria, non è forse giunto il momento di modificare qualcosa nella propria azione? Il fatto è, secondo me, che le strutture associative sono ancora troppo clientelari e poco imprenditoriali.

Non le fa specie che, ad Avellino, il simbolo della mala amministrazione del post terremoto sia proprio un centro commerciale, il Mercatone?

Ci penso spesso a questa cosa qua. Tanti soldi, spesi male, quella struttura è l’esempio dello spreco. Sono convinto che se quel centro, sin dall’inizio, fosse stato affidato ai privati, con quegli stessi soldi, a quest’ora Avellino sarebbe diventata il più grande centro di attrazione commerciale della regione Campania.

Il Centro Commerciale di Mercogliano è stata una delle prime realtà imprenditoriali irpine a programmare e attuare campagne di comunicazione di successo. Anche in questo si sente un pioniere?

Non esageriamo. Diciamo che la comunicazione rappresenta per noi il valore aggiunto. Ho la fortuna di lavorare con un’agenzia di comunicazione che riesce a rappresentare al meglio quelle che sono le nostre esigenze e da 15 anni ci affidiamo allo stesso staff di lavoro. Secondo me è importante saper veicolare la propria immagine specie oggi che, con i nuovi media e con Internet in particolare, è possibile raggiungere il proprio target di riferimento in maniera più diretta ed efficace.

Il personaggio

Gianni Nazzaro