di Boris Ambrosone
D:
Direttore Venezia, quale ritiene che sia l’emergenza più incombente per
la provincia di Avellino?
"Lello Venezia" R: Quella legata ai rifiuti. Ogni giorno si
avverte la sensazione di avere nuovamente i rifiuti in strada.
Di chi sono le responsabilità?
Della Regione Campania. Dieci anni di commissariato non sono bastati per
risolvere i problemi. Non assolvo nemmeno gli amministratori locali che
cavalcano le proteste dei cittadini invece di spiegare cosa sta accadendo.
Un quarto di secolo dal terremoto dell’80. Resta solo da ricordare o
ancora da costruire?
Ci sono comuni dove ancora le persone vivono nei prefabbricati, per cui
non si può dire che la ricostruzione è stata completata. Il ricordo è comunque
importante. Fu dopo il terremoto dell’Irpinia
che in Italia si cominciò a parlare di protezione civile e oggi questa è
una realtà.
Come giudica l’operato di amministrazione comunale e provinciale?
Entrambe hanno vissuto e vivono momenti difficili. I partiti hanno condizionato
la vita amministrativa dei due enti. E’ un fatto positivo, in termini di
partecipazione della politica alla vita amministrativa, ma è negativo per
l’ingerenza eccessiva.
Quale futuro si immagina per Avellino?
Se l’amministrazione sarà in grado di portare a termine i progetti numerosi
ereditati e proposti che sono stati presentati il futuro della città capoluogo
potrà essere sicuramente migliore. Resta da sciogliere il nodo cui accennavo
prima, relativo al rapporto con la politica.
Come giudica il settore imprenditoriale?
Caratterizzato da troppo individualismo. Si pensi al distretto di
Solofra dove da anni non si riesce a creare
una politica di marchio. Dopo la stagione degli interventi statali l’imprenditoria
irpina soffre delle condizioni critiche dei mercati.
Crede che il turismo possa essere una risorsa?
Potrebbe esserlo, ma vale lo stesso discorso fatto per l’imprenditoria in
genere. Gli enti deputati a raccordare le iniziative turistiche disperdono
le energie. Il turismo rimane comunque un’opportunità importante per l’Irpinia.
Ed il settore dell’enogastronomia quali risultati può raggiungere?
Credo che sia una strada da percorrere. E’ ancora un settore giovane per
l’Irpinia che può vantare ottimi prodotti. Nel settore enologico sembra
ci sia maggiore disponibilità al dialogo, ad un progetto di consorzio. Mancano
ancora realtà cooperative importanti in grado di dare stabilità al settore
Riuscirà l’informazione on line a sostituire quella tradizionale? I giornali
telematici soppianteranno quelli cartacei?
Non credo. Le ultime cifre parlano di un aumento del numero dei lettori
dei quotidiani cartacei. Credo, però, che i quotidiani tradizionali vadano
specializzandosi in approfondimento e commento. Sulla rete c’è una informazione
di quantità, ma non c’è selezione. I lettori, leggendo i giornali tradizionali
immaginano che ci sia una selezione di fondo operata dalle redazioni.
Ritiene che i giornali irpini svolgano tale funzione?
Non in pieno. Occorrerebbe affidarsi meno alle indiscrezioni ed al sentito
dire, almenoché non intenda scrivere di gossip. Altrimenti si rischia di
fare un giornalismo di veline, dei comunicati stampa.
Si dice che sia stata inaugurata la stagione degli uffici e degli addetti
stampa, è contrario?
No, per niente. Gli addetti stampa fanno il loro lavoro ed è giusto che
gli enti ne usufruiscano. Il giornalismo però deve andare oltre i comunicati
Cosa pensa del numero elevato di testate giornalistiche di varia natura
presenti in Irpinia?
Una vitalità del settore editoriale va salutata sempre con favore. Anche
la presenza di un numero sempre maggiore di giornalisti. Il settore delle
comunicazioni è in espansione ed è uno di quei settori che domanda lavoro.
Ho qualche dubbio, invece, sulla gestione e le modalità di accesso agli
albi professionali dei giornalisti.
Sull’Avellino calcio, cosa ha da
dire?
Che il mito del meraviglioso pubblico avellinese è una favola. I tifosi
irpini vengono ricordati in Italia per le croci sul terreno di gioco, per
il pulmino dei tifosi catanesi incendiato, per le bombe carta fatte esplodere
sotto le abitazioni di calciatori e dirigenti che hanno sbagliato.
Raffaele Venezia, per gli amici Lello, è il responsabile della redazione di Avellino de Il Mattino. Sposato, 50 anni, ha iniziato la carriera nel ’76, scrivendo di sport minori sulle pagine provinciali de Il Mattino. Fondatore di Radio Avellino è stato corrispondente di numerosi tra i maggiori quotidiani nazionali, come La repubblica, Il Corriere dello Sport. Assunto al Mattino ha lavorato presso le redazioni di Salerno e Napoli.