Massimo Maiella

Intervista al presidente degli albergatori di Avellino

di Riccardo Cannavale

Da qualche anno la provincia di Avellino sembra aver riscoperto quella vocazione turistica che, per conformazione morfologica, il territorio le offre. Promozione e marketing del territorio sono d’improvviso divenuti leve strategiche di enti pubblici ma anche degli operatori provati del settore. Guardando il fenomeno con occhio critico, però, non è difficile riscontrare ancora una forte fase di stallo in tale ottica. L’offerta turistica non decolla, nonostante le potenzialità, e l’impressione è che ci si limiti a sporadiche iniziative di nicchia che producono effetti solo in un limitato lasso di tempo, impedendo un vero sviluppo ed una crescita integrata dell’intero sistema turismo della nostra provincia.

Sull’argomento abbiamo sentito il presidente della sezione Alberghi e Turismo dell’Unione degli Industriale di Avellino, Massimo Maiella, giovane imprenditore che sembra avere le idee chiare in materia.

 Presidente Maiella, l’Irpinia nonostante  le sue ricchezze naturalistiche e paesaggistiche oltre che architettoniche ancora non riesce a sfondare nel mercato del turismo. Quali le cause secondo lei?

“Inutile girare intorno al problema. Il fatto è che qui ci si limita a fare turismo da lavoro ma non si riesce ad andare oltre, creando dei pacchetti di turismo religioso o turismo del territorio. La causa principale, secondo me, è che manca la collaborazione tra le parti. Eppure è noto a tutti che il turismo rappresenta un’importante fonte ricchezza. Tanti enti hanno fondi a disposizione ma non sempre se ne fa buon uso. Sono del parere che se ci si sedesse intorno a un tavolo, tutti insieme, enti locali e imprenditori, ognuno potrebbe contribuire a far crescere l’offerta”.

Eppure ormai da qualche anno si parla tanto di marketing del territorio, di promozione, i risultati però tardano ad arrivare.

“Non si può pensare solo ad azioni individuali. Gli argomenti ci sono bisogna solo concretizzare i discorsi. Da imprenditore dico che occorre riunirsi, discutere, affrontare i problemi. In parte ci stiamo provando ed i primi risultati si cominciano  a vedere. E’ necessaria una maggiore organizzazione, però”.

Fare turismo significa anche possibilità di creare  nuovi posti di lavoro per i giovani irpini.

“Indubbiamente. Per questo dico che bisogna puntare, innanzitutto, sul lavoro nel lungo periodo e non sui contratti a tre mesi. Destagionalizzare il lavoro: è questo il nostro obiettivo. Anche per questo è necessario uno scambio di vedute e non uno scontro. Abbiamo gli strumenti per crescere, utilizziamoli. Lavoriamo pensando  alla cura del cliente ma anche affrontando i problemi con una mentalità nuova, con una mentalità europea. Prendiamo ad esempio Rimini, una delle più grandi località turistiche italiane, che vende il suo marchio in tutto il mondo. Loro vendono il mare che non hanno e lo fanno bene con ottimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

Ritiene che la nostra provincia sia pronta a recepire nuove istanze e nuovi approcci di tipo culturale?

“Assolutamente si e lo dimostro con un esempio. La nostra azienda è certificata Iso, inizialmente pensavo che il nostro personale difficilmente avrebbe compreso l’importanza di tale titolo. Invece mi sbagliavo, e di grosso. Sono stati proprio loro, ad esempio, a segnalarmi la necessità di un erogatore che consentisse un minore spreco di sapone. Questo significa che si sentono parte di un progetto, che hanno compreso l’importanza della collaborazione, di fare ognuno la sua parte all’interno di un progetto condiviso. Sono convinto che i segnali che arrivano sono positivi, ognuno può contribuire a far crescere la nostra terra”.

 Infine, la promozione del turismo non può fare a meno dei new media che rappresentano uno dei principali canali di promozione.  

 “I nuovi strumenti di comunicazione possono rappresentare, se ben utilizzati, una grandissima opportunità per tutto il settore turistico. In questo caso faccio autocritica: anche io, come operatore, mi limito al sito per promuovere le mie strutture ma credo che Internet rappresenti un mondo immenso le cui potenzialità ancora non sono sfruttate a dovere. Ormai chi non è un buon utente della rete può essere considerato l’ignorante del 2000. Proprio in questa ottica sto pensando ad un corso di formazione anche per il personale, per fargli prendere confidenza con questi strumenti che possono consentire di abbattere le barriere e di fornire nuovi servizi che, altrimenti, sarebbe impossibile offrire”.


Il personaggio

Massimo Maiella

Massimo Maiella dal 2005 è presidente della sezione Alberghi e Turismo dell’Unione degli Industriale di Avellino.