Silvio Sarno

Intervista al presidente degli industriali di Avellino

di Riccardo Cannavale

All’indomani della pubblicazione da parte della Camera di Commercio del Rapporto Avellino 2005 sullo stato di salute del mondo imprenditoriale irpino, il presidente degli industriali di Avellino, Silvio Sarno, interviene nella discussione tracciando un bilancio. La provincia irpina conferma il dinamismo della sua classe imprenditoriale pur evidenziando quei segnali di crisi che hanno colpito nell’ultimo anno tutto il Paese non risparmiando la provincia di Avellino.

Presidente Sarno, qual è la sua lettura del Rapporto appena pubblicato?

Silvio Sarno: “Non posso nascondere quanto sia preoccupato per i dati emersi dal Rapporto Avellino 2005 e in particolare per quella crescita zero della ricchezza pro capite. Un dato grave perché indica il livello di benessere di una collettività e che deve spingere tutti, rappresentanti delle istituzioni, degli enti locali, delle associazioni, a riflettere e ad attivarsi per evitare una paralisi del sistema produttivo ed economico. Sono convinto che l’Irpinia ce la può fare. Abbiamo tutte le risorse indispensabili per crescere, ma occorrono interventi concreti per sciogliere i nodi intricati che da tempo frenano lo sviluppo”.

Ritiene che la classe imprenditoriale irpina possa competere alla pari con le altre realtà del Paese?

Silvio Sarno: “Il nostro tessuto produttivo sconta da tempo inefficienze e ritardi nel settore delle infrastrutture. Elementi che compromettono la competitività del sistema locale. Il livello delle telecomunicazioni e della telematica è inadeguato, tant’è che molte imprese non riescono a realizzare innovazioni di processo e quindi ad affrontare nuovi mercati. Senza dimenticare poi che questo scoraggia anche eventuali nuovi investitori a localizzare gli impianti produttivi nel territorio. Carenti anche le attrezzature idrico – energetiche, le reti informatiche ed i servizi reali alle imprese”.

Rivoluzione informatica e imprese, un binomio che ancora tarda a camminare di pari passo.

Silvio Sarno: “Molti imprenditori tentano di gestire la propria attività senza alcun supporto di tipo informatico o telematico. Tali realtà concentrate soprattutto nella fascia delle imprese più piccole, condannano ad un’ ulteriore marginalizzazione dai mercati globali, considerando che ormai Internet costituisce uno strumento di conoscenza e lavoro indispensabile. Ma non si può certo parlare di insufficiente diffusione della cultura informatica. Vi sono infatti limiti oggettivi costituiti dai servizi alle imprese che in questo campo sono assolutamente carenti, inadeguati ed inefficienti.

Ci faccia qualche esempio.

Silvio Sarno: In Alta Irpinia esistono ancora disservizi nella gestione delle reti telefoniche o nell’erogazione dell’energia elettrica. La nostra provincia è particolarmente debole anche sul versante delle infrastrutture immateriali. Più volte abbiamo sollecitato interventi per ammodernare la rete viaria, per potenziare i collegamenti. E impone una riflessione il fatto che, nel tempo, la forbice tra il livello infrastrutturale irpino e quello campano e nazionale si sta allargando sempre di più, a scapito delle aree interne”.

L’utilizzo dei mezzi informatici potrebbe agevolare gli imprenditori anche nella gestione delle numerose pratiche burocratiche che ancora condizionano le singole attività.

Silvio Sarno: “Quello della eccessiva burocratizzazione è un altro dei problemi storici del nostro settore. L’imprenditore non chiede finanziamenti ma, in primis, tempi certi nell’erogazione di autorizzazioni, nulla osta, concessioni. Le lungaggini burocratiche rendono vani i nostri sforzi e obsoleti i nostri progetti di investimento”.

Capitolo legalità: l’Irpinia è sempre più interessata da fenomeni malavitosi che si riverberano sul mondo imprenditoriale.

Silvio Sarno: “Siamo sempre stati considerati “un’isola felice” per la scarsa infiltrazione della criminalità organizzata rispetto alle altre province della Campania. Il “Rapporto Avellino 2005” ci restituisce, purtroppo, un’immagine diversa. Anche nella nostra provincia il fenomeno malavitoso sembra in espansione. Come presidente dell’Unione degli industriali non mi limito ad esprimere un forte rammarico, ma sollecito gli organi competenti a mettere in campo operazioni di prevenzione e repressione, ancor più capillari ed efficaci rispetto al passato”.

Il personaggio

Silvio Sarno