di Riccardo Cannavale
Monsignor Francesco Marino è dal mese di gennaio del 2005 il nuovo pastore della diocesi di Avellino. Vescovo di prima nomina, ha raccolto un’eredità pesante, quella lasciatagli da monsignor Antonio Forte, per dodici anni alla guida della diocesi che ha lasciato tra i fedeli un ricordo incancellabile.
Monsignor Marino, qual è lo stato di salute della diocesi che ha trovato al momento del suo insediamento?
Sono da poco tempo qui per poter conoscere nei dettagli tutta la realtà. So però che in Irpinia c’è una ricca tradizione, per la prospettiva della fede, sia per ciò che concerne il presbiterio che i vescovi che mi hanno preceduto che il laicato. Monsignor Forte, ad esempio, nei dodici anni del suo mandato, ha dato un forte impulso al rinnovamento liturgico e ha curato approfonditamente l’aspetto delle emergenze sociali e della solidarietà che si concretizza nella Carità. La mia attività è partita proprio dall’eredità trasmessami da monsignor Forte, ponendo l’attenzione alle emergenze attuali.
E per ciò che riguarda i giovani?
Ho avuto modo di incontrare i giovani in diverse occasioni, sia in incontri nelle parrocchie che nelle scuole, loro rappresentano il futuro. Ho percepito il trasporto che c’è nei ragazzi avellinesi, ad esempio in occasione della morte di Giovanni Paolo II. Dico che la Chiesa, e il mondo degli adulti in genere, deve saper intercettare la domanda di speranza per il futuro che ci viene posta dai giovani, deve saperli incoraggiare.
Perché il pontefice è stato, secondo lei, tanto amato dai giovani?
Perché si è presentato loro con una proposta concreta, ha parlato loro di solidarietà, di valori intramontabili, quali la pace, la vita, la famiglia. Ha saputo offrire delle prospettive, per questo dico che bisogna dare una speranza ai giovani.
Secondo lei, da questo punto di vista, qui da noi si è fatto poco?
Non penso questo. La Chiesa è presente nelle scuole, negli oratori, nelle strutture giovanili. Il problema è che la società sta cambiando e con essa anche i luoghi di aggregazione giovanile. Ecco perché vanno incrementate le presenze in questi nuovi luoghi di ritrovo nella prospettiva di comunicare proposte nuove e coraggiose. I giovani devono diventare i protagonisti del rinnovamento e del riscatto elaborando, anche insieme alla Chiesa, i nuovi percorsi da seguire. Devono sapere che noi siamo al loro fianco per offrire spazi per nuove proposte e per l’impegno nel sociale.
Qual è il messaggio di speranza che sente di poter dare?
Occorre capire che è necessario mettersi insieme a camminare con un obiettivo comune, un discorso di unione che deve riguardare tutti, le istituzioni ed il popolo. Il futuro si crea solo valorizzando il confronto e creando u rapporto solido tra tutte le parti in causa.
Qual è il rapporto della Chiesa con i nuovi mezzi di comunicazione?
La Chiesa guarda al mondo dei media con grande attenzione, d’altronde si tratta di una delle forze spirituali del nostro tempo. La comunicazione è importante perché consente di creare una rete, un confronto tra parti differenti, pur nel rispetto reciproco delle diverse posizioni, consente di integrare tali posizioni e di costruire il bene comune. I new-media si sono rivelati fondamentali per la pace, per l’inteculturalità, per la globalizzazione, non quella economica e finanziaria ma quella globalizzazione intesa come rete di solidarietà per la crescita dell’uomo.
Ed il suo rapporto personale con questi strumenti?
Appartengo ad un ‘altra generazione ma non
nascondo di aver cercato di adeguarmi alla tecnologia. Navigo in
Internet, uso quotidianamente la posta elettronica per mantenere i
miei contatti, insomma ho cercato di mettermi al passo con i tempi.
Mons. Francesco Marino è nato a Cesa, provincia
di Caserta e diocesi di Aversa, il 24 novembre 1955. Ha frequentato
gli studi medi-ginnasiali nel Seminario di Aversa, e la Teologia nel
Seminario Interregionale Campano di Posillipo, conseguendovi il
Baccalaureato in Teologia. Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il
6 ottobre 1979. Ha seguito i corsi alla Facoltà di Lettere e
Filosofia dell’università di Napoli e, nel 1989, si è licenziato in
Teologia Dommatica alla Facoltà Teologica di Posillipo laureandosi
in seguito, nel 1997, con la pubblicazione della tesi dottorale.
È stato Animatore dei seminaristi del liceo e Vicario Cooperatore
nella Parrocchia di Sant’Antimo in Sant’Antimo (1979-1980); Docente
di Religione nelle scuole statali (1979-1982); Vice-Rettore
animatore di Gruppo nel Seminario di Posillipo (1980-1992); Parroco
di S. Sossio e Madonna di Pantano a Villa Literno (1982-1994);
Docente di Ecclesiologia alla Facoltà Teologica di Posillipo (dal
1989); Responsabile della Formazione Permanente del clero, prima
come Delegato Vescovile e poi come Vicario Episcopale (1991-1998);
Assistente Diocesano di Azione Cattolica (dal 1992); Docente presso
l’Istituto di Scienze Religiose della diocesi di Aversa (dal 1993);
Parroco di S. Michele Arcangelo in Trentola Ducenta e Vicario
Foraneo dell’omonima Forania (dal 1995).
Dal 1997 è stato Cappellano di Sua Santità. È stato Membro dei
Consigli Presbiterale e Pastorale della diocesi di Aversa e della
Commissione Presbiterale Regionale.
Il 13 novembre 2004 è stato eletto vescovo di Avellino, a seguito
della rinuncia presentata da mons. Antonio Forte, l'otto gennaio
2005, nella chiesa cattedrale di Aversa, ha ricevuto l'ordinazione
episcopale e il 15 gennaio ha iniziato il Ministero episcopale nella
diocesi.
In rete: www.diocesi.avellino.it